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10 ottobre 2012 Comments (0) News

STABILITA’ – Aumento Iva: Confcommercio, duplice errore di metodo e di merito

Dopo avere ripetutamente dichiarato che il primo obiettivo della spending review e della legge di stabilita sarebbe stato quello di evitare, a partire dal prossimo mese di luglio, l’aumento di due punti percentuali delle aliquote Iva, il Governo ha deciso nella seduta del Consiglio dei ministri del 9 ottobre scorso, conclusasi a notte avanzata, di procedere alla riduzione di un solo punto dei programmati aumenti Iva e, contestualmente, di ridurre di un punto l’aliquota Irpef sui primi due scaglioni di reddito. E’ il caso di dire che la notte non ha portato consiglio. Questo il commento di Confcommercio-Imprese per l’Italia agli interventi in materia di Iva e Irpef, decisi ieri dal Governo con il varo della legge di stabilita.

Per Confcommercio-Imprese per l’Italia si tratta, infatti, di un ”duplice errore di metodo e di merito: di metodo, perche gli obiettivi fondamentali dell’azione di politica economica del Governo, peraltro ribaditi anche in occasione dell’incontro con le parti sociali di ieri pomeriggio, non possono essere repentinamente rimessi in discussione; di merito, perche l’aumento dell’aliquota Iva del 10% all’11% e dell’aliquota Iva del 21% al 22%, in un contesto ancora pienamente recessivo e segnato dall’estrema debolezza della domanda interna, generera’ effetti pesantissimi a carico dei consumi e degli investimenti, delle imprese e dell’occupazione”.

Effetti che, prosegue la nota ”non saranno neppure compensati dalle riduzioni Irpef, posto che gli aumenti Iva incideranno maggiormente proprio sugli scaglioni di reddito piu’ bassi, a partire dai soggetti fiscalmente incapienti. Va poi ricordato che l’inasprimento dell’aliquota Iva ridotta – dal 10% all’11% – penalizzera molti prodotti alimentari, la competitivita della nostra offerta turistica e l’intera area delle ristrutturazioni edilizie. Insomma siamo di fronte a un intervento che non giovera ne alla crescita, ne all’equita. Per questo, va rivisto”.

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