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18 gennaio 2013 Comments (0) Dalla home page

PMI-Emilia Romagna:la crisi si acuisce ma tiene l’export

Nel terzo trimestre 2012 e proseguita la fase di recessione. Sono in calo le vendite, la produzione e piu ancora gli ordini. Fanno eccezione le esportazioni e gli ordini esteri che registrano un rafforzamento della loro tendenza moderatamente positiva. Queste le indicazioni dell’indagine congiunturale sull’industria realizzata da Unioncamere Emilia-Romagna nell’ambito della collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna e Intesa San Paolo.

Tutti i settori sono apparsi in difficolta, in particolare l’industria del legno, quella della moda e la subfornitura della metallurgia e lavorazioni metalliche. La recessione colpisce piu duramente le imprese minori e le piccole, meno orientate al commercio estero.

L’indagine non ha interessato le imprese situate nei comuni colpiti dal sisma, tenendo conto delle quali, con tutta probabilita, la recessione rilevata avrebbe avuto un’intensita sensibilmente maggiore.

La produzione dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna e diminuita del 4,7% rispetto all’analogo periodo del 2011, -3,6% nel trimestre precedente. La caduta dell’attivita a livello nazionale e stata piu grave (-6,9%).

Le maggiori difficolta hanno interessato l’industria del legno e del mobile (-9,8%), che risente della crisi del mercato immobiliare, quelle della moda (-7,7%), che sconta la riduzione dei consumi, e quella dei metalli (-6,8%), che comprende larghi strati della subfornitura meccanica, settore tipicamente pro ciclico. Le industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto hanno solo contenuto la perdita (-2,5%), grazie al maggiore grado di apertura all’export. Anche l’industria alimentare ha pesantemente risentito della diminuzione dei consumi (-3,7%), nonostante il suo carattere aciclico. Meno orientate al commercio estero, le imprese di ridotta dimensione pagano lo scotto piu elevato.

La discesa e del 6,8% per le imprese minori fino a 10 dipendenti, Per le piccole (10-49%) il calo dell’attivita e del 5,4%, mentre risulta piu limitato (-3,3%) per le medie imprese (da 50 a 500 dipendenti), grazie alla loro maggiore apertura all’export.

Il fatturato a valori correnti ha subito una flessione tendenziale del 4,9%. Si aggrava la condizione rispetto al trimestre precedente (-3,7%), ma anche in questo caso il dato e meno pesante di quello italiano (-6,9%). Un nuovo segnale negativo per il futuro e venuto dall’ulteriore cedimento della domanda (-5,2 per cento), rispetto all’andamento nel trimestre precedente (-4,2%), in quanto si tratta di una flessione piu ampia di quella della produzione, nonostante che l’andamento risulti meno pesante rispetto a quello nazionale (-7,8%).

Le esportazioni costituiscono nuovamente l’unica nota positiva, +3,4%, rispetto allo stesso periodo del 2011. Si tratta di un risultato migliore di quello del trimestre precedente (+1,9%) e superiore rispetto all’andamento nazionale (+1,8%). Sono diminuite solo le vendite all’estero dell’industria alimentare. Quelle dell’industria del legno sono rimaste sostanzialmente stazionarie. Il successo maggiore sui mercati esteri l’hanno ottenuto le industrie meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto (+5,7%). Il fatturato estero e aumentato sostanzialmente nella stessa misura per tutte le classi dimensionali delle imprese.

Un’indicazione moderatamente positiva per il futuro e giunta dalla crescita degli ordini esteri (+3,0%) che e risultata lievemente superiore all’andamento rilevato nel trimestre precedente (+2,9%) e molto migliore del dato riferito all’industria nazionale (+1,1%). Un’indicazione di cautela deriva dalla considerazione che l’aumento degli ordinativi esteri e risultato inferiore a quello delle esportazioni correnti. Dovrebbe comunque continuare a giungere un sostegno dai mercati esteri.

Meno nere le aspettative. Sale al 25% la quota delle imprese che si attende un aumento della produzione nel prossimo trimestre, mentre scende al 32% quella che ne teme una riduzione. Il saldo resta comunque negativo. I dati sono sostanzialmente analoghi a livello nazionale. Le aspettative risultano quindi meno fosche rispetto al trimestre precedente. Le attese stentano pero a migliorare soprattutto per la subfornitura dell’industria del trattamento metalli e minerali metalliferi.

(Nella foto, Giuseppe Capuano, dirigente Div. VIII Pmi e Artigianato Ministero Sviluppo economico, a sinistra, e Ugo Girardi, segretario generale Unioncamere Emilia-Romagna)

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