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9 aprile 2010 Comments (0) Dalla home page

PMI – Credito: escluse di fatto dal Fondo d’investimento

Il 18 marzo 2010 e stata ufficialmente costituita la societa di gestione del Fondo italiano d’investimento, partecipata in misura paritetica dal Ministero Economia, dalla Cassa depositi e prestiti, dall’Associazione bancaria italiana, dal Monte dei Paschi di Siena, da Confindustria, da Intesa San Paolo e da Unicredit Group con l’obiettivo nel rafforzare la struttura patrimoniale delle piccole e medie imprese italiane e nel favorirne l’aggregazione, tramite ingressi temporanei diretti o in coinvestimento di minoranza nel capitale, modalita di operativita diretta tramite strumenti quali finanziamenti subordinati convertibili e prestiti partecipativi, o investimento in fondi gia esistenti che condividano esplicitamente gli obiettivi del Fondo italiano di investimento.

Questo l’argomento dell’interrogazione che il deputato del Pd, Alessandro Bratti, ha rivolto giovedi 8 aprile al ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti per sapere se “vi siano interventi specifici in programma per ampliare la possibilita di accesso al Fondo italiano di investimento, in particolare prevedendo esplicitamente l’accesso non solo a singole unita produttive ma anche a reti d’impresa e strutture distrettuali o altre modalita che favoriscano il consolidamento dimensionale e l’ampliamento della platea dei partecipanti, al fine di sfruttare realmente quest’opportunita per irrobustire il nostro sistema industriale”. Il target di intervento del Fondo italiano d’investimento e costituito da imprese italiane in fase di sviluppo e con ambizioni di crescita interna ed esterna con fatturato annuale compreso tra i 10 e 100 milioni di euro (un bacino di imprese di poco inferiore alle 15 mila unita, di cui 10 mila operanti nel settore manifatturiero).

Il deputato ha ricordato che la peculiarita del nostro assetto e nel grande numero di imprese di piccola e micro dimensione, deboli in termini patrimoniali e di capitalizzazione che, oggi, hanno bisogno, per sopravvivere, di “crescere”con possibilita di alleggerire la dipendenza dal sistema bancario e accrescere la capitalizzazione per poter competere sul mercato globale ma cosi come e strutturato il Fondo (limite inferiore di 10 milioni di euro di fatturato annuale – che risulta addirittura superiore in caso di ingressi diretti del Fondo nel capitale delle imprese) ne preclude l’accesso alla quasi totalita delle imprese italiane.

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