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8 febbraio 2011 Comments (0) Approfondimenti

FINANZA-Obbligazioni:recupero, per anticipare si rinegozia

Il parere arriva dalla lettura congiunta della norma anti speculazioni e di una nota di fair play Consob. Sugli interessi da prestiti obbligazionari a 18 mesi e piu, riacquistati da chi li ha emessi prima della scadenza prefissata, non si applica il prelievo aggiuntivo del 20%, a condizione che tali titoli non si estinguano, cioe vengano nuovamente destinati alla negoziazione sul mercato. Dalla lettura congiunta della norma finalizzata a scoraggiare le speculazioni finanziarie (articolo 26, primo comma, ultimo periodo, Dpr 600/1973) e della comunicazione della Consob (la n. 9019104/2009) che detta rigide regole di comportamento da parte degli intermediari nei confronti dei propri clienti, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 11/E del 31 gennaio, fornisce le indicazioni per rimanere nel perimetro della correttezza fiscale.

Per inquadrare al meglio l’argomento, vanno ricapitolate le modalita di tassazione dei prodotti finanziari in questione, contenute nella norma richiamata (articolo 26, comma 1), per la quale gli interessi derivanti da prestiti obbligazionari sono assoggettati a ritenuta alla fonte con aliquote del 27 o del 12,50%, a seconda della durata degli stessi titoli. In sostanza, il prelievo e piu “pesante” se la scadenza e a breve termine (inferiore a 18 mesi), diventa, invece, soft quando le obbligazioni si estinguono in un lasso di tempo ampio (non inferiore a 18 mesi). In quest’ultimo caso, proprio in ragione del prelievo leggero, la stessa norma prevede, nell’ipotesi di estinzione anticipata, un'”integrazione” da parte dell’emittente (20% degli interessi e altri proventi maturati fino al momento del rimborso anticipato).

Sull’altro fronte, la Consob (Commissione nazionale per la societa e la borsa) ha individuato una rigorosa prassi comportamentale caratterizzata dal totale rispetto degli interessi della clientela “al dettaglio”, quella con minore esperienza e conoscenza degli strumenti finanziari, per salvaguardare sia la logica di “servizio” reso sia la fiducia nel sistema. Tra le varie prescrizioni della comunicazione del 2009, c’e quella dell’impegno al riacquisto dei titoli, prima della scadenza, da parte dell’emittente su richiesta del cliente, al verificarsi di determinate condizioni. Se queste ultime si realizzano e l’investitore lo richiede, le obbligazioni vanno rimborsate in anticipo, indipendentemente dalla volonta di chi le ha emesse.

Quindi, senza la presenza di “colpa”, la sanzione perde significato e non si applica. Questa la linea interpretativa dell’Agenzia delle Entrate, dalla quale, pero, spunta un paletto invalicabile che riguarda la conservazione del titolo. In pratica, il ragionamento resta in piedi soltanto se i prestiti rimborsati continuano a circolare sul mercato fino al compimento dei 18 mesi. Quando, invece, tale presupposto non si verifica e i titoli in esame si estinguono, la disposizione contenuta nell’articolo 26 del Dpr 600/1973 si fa largo, obbligando l’emittente a pagare il 20% sull’ammontare degli interessi e degli altri proventi complessivamente corrisposti. (Fonte:nuovofiscooggi.it – art. di Paola Pullella Lucano)

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