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14 febbraio 2013 Comments (0) Dalla home page

MADE IN ITALY-Ue: Tajani, nuova proposta di tracciabilità

La Commissione europea ha adottato, su proposta mia e del commissario per la salute e la tutela dei consumatori, Tonio Borg, un pacchetto di proposte – che include due proposte di regolamento – finalizzate a migliorare la sicurezza dei prodotti e la sorveglianza del mercato nell’Unione europea. Il filo conduttore di queste proposte e una precisa volonta della Commissione: garantire al consumatore che i prodotti che sta acquistando siano sicuri. Cosi Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l’Industria e l’Imprenditoria, nel corso della conferenza stampa che si e tenuta mercoledi 13 febbraio a Bruxelles sul tema della sicurezza dei prodotti e sorveglianza del mercato.

Questo e un passaggio chiave – ha sottolineato Tajani – per fare in modo che il mercato interno e la nostra economia prendano nuovo slancio con vantaggi per imprese e cittadini. Stiamo parlando di un mercato, quello dei prodotti per il consumatore, che vale circa 1.000 miliardi di euro l’anno, escludendo i prodotti alimentari. La grande maggioranza di questi prodotti e sicura ma non sempre e cosi. Nel 2011 il sistema europeo di allerta rapida, Rapex, e stato attivato per ben 1556 volte per segnalare la presenza di prodotti pericolosi sul mercato. Il 27% dei casi ha riguardato il settore tessile, il 21% i giocattoli, l’11% i veicoli a motore, l’8% gli elettrodomestici e il 7% i cosmetici. Occorre quindi – ha rimarcato – vigilare attentamente per evitare danni, anche gravi, alla salute dei nostri cittadini.

La prima proposta adottata – ha illustrato il vicepresidente della Commissione Ue – e un Regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti che fissa delle regole per assicurare la loro piena tracciabilita. Vengono posti obblighi proporzionati e attentamente calibrati a tutti gli attori della filiera: dal produttore all’importatore, sino al distributore. Il pacchetto mira anche a una generale semplificazione e razionalizzazione della materia.

Il consumatore – ha spiegato ancora Tajani – verra posto in grado di sapere esattamente cosa compra grazie a un’etichettatura in grado di identificare chiaramente le caratteristiche del prodotto. Vi segnalo in particolare una disposizione, all’art. 7, che ho fortemente voluto e che riguarda l’indicazione di origine obbligatoria. La piena tracciabilita necessita la possibilita di individuare dove un prodotto e stato fabbricato. Solo in questo modo saremo in grado, in caso di pericolosita del bene, di risalire all’autorita di sorveglianza del mercato del Paese dove e stato fabbricato e identificare le misure necessarie per bloccarne la circolazione. Responsabilizzando ulteriormente autorita di controllo e produttori.

Tajani ha poi indicato che per i beni prodotti in Europa, l’impresa potra scegliere se indicare genericamente “Made in Europe” o piu precisamente, ad esempio “Made in Germany” o “Made in Slovakia” piuttosto che “Made in Italy” o “Made in France”. Questa disposizione e del tutto compatibile con le regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, in quanto non discriminatoria, applicandosi allo stesso modo a merci Ue e non. E questa – ha rilevato – la grande differenza rispetto alla proposta sul Made in del 2005, recentemente ritirata, che imponeva la marcatura solo ai prodotti importati dai Paesi terzi. Quella proposta aveva come base giuridica l’art. 133 del Trattato, oggi 207, quello che disciplina la competenza dell’Unione europea in materia di politica commerciale mentre questa proposta e basata sull’art. 114, che consente il ravvicinamento di legislazioni per l’instaurazione e il funzionamento del mercato interno. Questa e una disposizione che mi aspetto – ha auspicato il vicepresidente della Commissione Ue – possa essere fortemente sostenuta dal Parlamento europeo che lo scorso 17 gennaio ha recentemente adottato una Risoluzione nella quale sottolineava l’importanza di una corretta informazione del consumatore.

Il secondo Regolamento e quello sulla sorveglianza di mercato e anche in questo caso – ha spiegato ancora Tajani – abbiamo voluto semplificare la legislazione esistente.La sorveglianza di mercato e infatti ad oggi disciplinata da diversi testi normativi. Abbiamo voluto rispondere all’invito del Parlamento europeo che con il rapporto Shaldemose ha chiesto regole piu semplici. Per questa ragione la nostra proposta prevede un solo testo che disciplini questo importante settore.

L’obiettivo – ha aggiunto Tajani – e di un maggiore e piu efficace coordinamento tra le autorita di sorveglianza, ad esempio attraverso il potenziamento della banca dati ICSMS che permettera lo scambio quotidiano di informazioni tra le diverse autorita, ad esempio sui risultati delle diverse attivita di controllo. Istituiremo anche un Forum Europeo per la Sorveglianza di Mercato, al quale parteciperanno le autorita di tutti gli Stati Membri ma dove potranno essere invitati anche i rappresentanti delle associazioni di imprese. In questo pacchetto e compreso anche un Piano con 20 azioni dirette a rendere piu sicuro il mercato dei beni per consumatori. Ad esempio – ha rilevato – si fara in modo di rendere utilizzabili i test di sicurezza gia effettuati in uno Stato Membro anche in altri Paesi dell’Unione europea, senza che sia necessario ripeterli. Verranno poi sviluppati dei criteri per determinare la reale efficienza dei diversi sistemi di controllo cosi che si possa capire dove e necessario intervenire per rendere piu sicura la sorveglianza in Europa.

Infine – ha concluso il vicepresidente della Commissione Ue – saranno sviluppate metodologie specifiche per effettuare i controlli su beni ad alta tecnologia e su prodotti innovativi che per le loro caratteristiche sono spesso difficili da valutare.

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