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28 gennaio 2010 Comments (0) Dalla home page

LAVORO – Immigrati: bene piani contro l’illegalità

L’agricoltura ha bisogno dei lavoratori extra-comunitari che rappresentano una risorsa imolto importante per le imprese agricole, soprattutto nella zootecnia e nelle attivita stagionali. Per questo occorre snellire le procedure di assunzione. Lo ha ribadito il direttore generale della Confagricoltura, Vito Bianco, intervenendo a un convegno sul tema dell’immigrazione ricordando che attualmente i lavoratori stranieri rappresentano circa il 10% della forza lavoro in agricoltura. Si tratta di circa 90mila lavoratori, di cui 17mila a tempo indeterminato e 73mila a tempo determinato. A questi bisogna aggiungere un numero altrettanto rilevante di lavoratori provenienti da Paesi neo-comunitari (in particolare Romania e Polonia).

“In agricoltura quindi – ha proseguito Bianco – il riferimento e il lavoro regolare, come dimostrano i dati Inps, e le imprese agricole rappresentano spesso un luogo di coesione sociale, giacche il lavoro regolare e l’alloggio, che viene fornito dalle aziende agricole, sono strumenti fondamentali per un’integrazione effettiva e dignitosa nella nostra societa.” Il settore agricolo, inoltre, costituisce “terra di frontiera” per gli immigrati, poiche le imprese agricole – per le numerose occasioni di impiego che offrono – sono spesso per chi arriva nel nostro Paese la prima vera occasione di impiego regolare.

Il direttore generale di Confagicoltura ha rilevato che purtroppo il mondo politico e l’opinione pubblica si interessano di lavoro agricolo solo nel momento patologico, e cioe quando intervengono gravi fatti di cronaca come quelli recentemente avvenuti a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. Al riguardo ha precisato che “la difficile situazione del settore agricolo, ed in particolare di certe produzioni, come quelle agrumicole, che indubbiamente esiste e che ha comportato una contrazione del reddito degli agricoltori, non puo giustificare in alcun caso lo sfruttamento dei lavoratori.” Su questo Confagricoltura ha gia dichiarato in tutte le sedi competenti, nel corso delle audizioni svoltesi nei giorni scorsi, che non intende rappresentare e tutelare agricoltori che sfruttano i lavoratori immigrati e che e pronta a fare tutte le verifiche del caso al proprio interno.

“Ben vengano, quindi – ha concluso Bianco – piani straordinari finalizzati ad intensificare l’attivita di vigilanza nelle zone a maggiore rischio di illegalita, purche le verifiche vengano effettivamente e finalmente indirizzate verso le imprese che operano in modo sommerso e sfruttano i lavoratori. Occorre pero evitare che questi gravi fatti possano incidere negativamente sul sistema, gia di per se piuttosto complesso, che regola l’accesso dei lavoratori extracomunitari nel nostro Paese, e possa comportare ritardi nell’emanazione del decreto flussi e riduzioni di quote.”

L’agricoltura, infatti, non puo andare avanti senza il loro apporto e gli agricoltori, piu degli altri imprenditori, non possono attendere i tempi della burocrazia, pena il rischio di perdere le produzioni ed e quindi indispensabile – a parere della Confagricoltura – accelerare i tempi per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dotando gli sportelli unici per l’immigrazione di una vera autonomia funzionale e di adeguate risorse umane.

L’Organizzazione agricola rileva, comunque, che ogni auspicato disegno moralizzatore deve avere alla base la consapevolezza che il lavoro in agricoltura deve godere di strumenti di flessibilita e di agevolazioni contributive tali da favorire la stabilizzazione occupazionale e lo sviluppo dell’economia primaria.

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