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2 ottobre 2009 Comments (0) Dalla home page

IMPRESE – Italia: in crescita Fiat con Chrysler e Bertone

Scajola: se Fiat cresce nel mondo, cresce anche in Italia. Prima era troppo piccola

Ancora incentivi al settore dell’auto nel 2010 e il Governo si prepara a impegnare circa 500 milioni di euro ma per i nuovi bonus ci sara una “rimodulazione alla luce dell’esperienza fatta, per far si  che venga privilegiata l’efficienza tecnologica, i bassi consumi e il rispetto dell’ambiente: in un quadro europeo di incentivi al settore dell’auto, l’Italia non puo chiamarsi fuori ed entro la fine dell’anno definiremo il nuovo piano. Sentendo le case produttrici, in un percorso che faccia crescere ulteriormente il settore”. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, incontrando a Detroit l’amministartore delegato di Fiat, Sergio Marchionne (insieme nella foto) nella sede di Chrysler.
“Dopo aver chiuso un accordo sul nucleare con tecnologie grandemente avanzate, ora la Chrysler e la Fiat insieme – ha detto il ministro – diventano uno dei poli industriali dell’automotive piu importanti del mondo, mettendo assieme tutte le loro capacita di produzione, tutti gli stabilimenti e lo sviluppo tecnologico. La Chrysler ha una potenza e un tradizione molto importante – ha aggiunto- quindi questa fusione e un’operazione industriale che fa crescere la Fiat nel mondo e farla diventare piu forte anche in Italia, con scambio di tecnologie, di esperienze industriali. Fiat era troppo piccola e questa operazione le consente di diventare uno dei piu grandi gruppi del mondo”. Nel corso dell’incontro Scajola ha confermato  l’acquisto da parte di Fiat degli asset Bertone. “Il marchio – ha spiegato il ministro – resta alla famiglia Bertone. Passano di mano solo gli stabilimenti”. L’operazione si innesta in una riorganizzazione molto importante del Gruppo Fiat in quanto “permettera di far sviluppare altre produzioni industriali nel nostro Paese – ha spiegato il ministro – come la possibilita che questa forte convergenza industriale tra Fiat e Chrysler possa permettere anche per altri stabilimenti italiani in difficolta di poter aver a breve nuove produzioni”.

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