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4 giugno 2012 Comments (0) News

FISCO – Imu: per oranessuna agevolazione se l’immobile è affittato. Asppi, serve modifica

In caso di un immobile dato in affitto, sia che si tratti di canone libero, sia che si tratti di canone concordato, la normativa non prevede alcuna agevolazione. L’acconto di giugno dovra quindi essere pagato usando l’aliquota del del 7,6 per mille anche se si tratta dell’unico immobile che si possiede.

L’attuale norma prevede anche per chi affitta (con qualsiasi tipo di contratto) l’aliquota del 7,6 per mille come per tutti gli immobili non destinati ad abitazione principale. Scompare quindi il dimezzamento dell’aliquota che era previsto per gli immobili locati nel precedente Decreto istitutivo dell’Imu. E’ semplicemente prevista la facolta, non l’obbligo, per i Comuni di applicare un’aliquota agevolata del 4 per mille. (Cosi come e prevista la facolta di elevarla fino al 10,6 per mille). E, secondo il presidente dell’Asppi ( associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari), Alfredo Zagatti, “e una modifica che va assolutamente introdotta nel Decreto Monti” perche “rispetto all’Ici attualmente pagata – si legge in una nota – va considerato l’aumento della base imponibile del 60% previsto con l’introduzione dei nuovi estimi. I conti sono presto fatti: sui contratti a canone libero l’attuale ICI pagata al 6,5 % potra arrivare al 7,6 (nei casi peggiori aumentare fino al 10,6) calcolata su un imponibile maggiorato: si tratta di aumenti che possono anche essere superiori al raddoppio dell’imposta e solo se i Comuni decidessero di applicare la riduzione il quadro si alleggerirebbe”.

“Nel caso dei contratti stipulati a canone concordato il quadro e molto piu fosco – si legge nella nota – questi contratti godono oggi di un’Ici agevolata o (nei Comuni che hanno favorito questi contratti) di un abbattimento totale dell’Ici. Non essendo prevista nelle attuali norme questa possibilita e applicandosi ad essi le stesse condizioni degli immobili locati a canone libero, l’aggravio sarebbe enormemente piu elevato e si produrrebbe immediatamente sui contratti in corso, mettendo completamente e definitivamente fuori mercato questa modalita contrattuale gia colpita dalla applicazione della cedolare secca che non ha differenziato a sufficienza le due tipologie di contratto”

“La modifica delle norme all’esame del Parlamento si impone: si dia certezza di un’aliquota agevolata per tutti gli immobili locati e si dia la facolta ai Comuni di abbassare o azzerare l’Imu sulle abitazioni affittate a canone concordato. Il mancato gettito sarebbe talmente modesto rispetto all’entita della manovra da rendere agevoli le necessarie coperture alternative. Su questi obiettivi Asppi – ha ribadito il presidente – e impegnata a sollecitare il Governo e i diversi gruppi parlamentari.

In sede di definizione delle aliquote, i Comuni avranno comunque la facolta di stabilire delle agevolazioni. Agevolazioni di cui i cittadini potranno usufruire solo al momento del saldo di dicembre.

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